
Un disturbo alimentare non è soltanto un comportamento legato al cibo.
Per comprenderlo è necessario conoscere la storia della persona, il rapporto costruito nel tempo con alimentazione e corpo, i pensieri che accompagnano il disturbo e i meccanismi che continuano a mantenerlo.
Prima di intervenire è importante comprendere. Per questo il lavoro si sviluppa attraverso alcuni passaggi: conoscere la tua storia, individuare i fattori che hanno favorito e mantengono il problema, esplorare il rapporto con cibo, corpo e controllo e, da qui, definire strategie mirate.
01. UN PERCORSO CHE PARTE DALLA PERSONA
Nel primo colloquio percorriamo insieme alcuni aspetti importanti della tua esperienza: la storia familiare, le relazioni affettive, la vita lavorativa, la storia del peso, il rapporto con il cibo.
Non si tratta soltanto di capire cosa succede oggi, ma anche di ricostruire il percorso che ha portato fino a questo momento.
Questo permette di non guardare il comportamento alimentare come qualcosa di isolato, ma all’interno della storia della persona.
02. CAPIRE COSA HA PORTATO AL PROBLEMA E COSA LO MANTIENE
Durante il percorso cerchiamo di individuare due aspetti differenti:
I fattori che hanno contribuito allo sviluppo del disturbo.
Esperienze e condizioni che possono aver favorito la comparsa della psico-patologia.
I fattori che continuano a mantenerlo oggi.
Pensieri, comportamenti e dinamiche che possono contribuire a far sì che il problema continui nel tempo.
03. CORPO, CIBO E CONTROLLO
Una parte del lavoro riguarda i pensieri e le preoccupazioni legati a:
CIBO • PESO • CORPO • CONTROLLO
L’obiettivo è comprendere il significato che questi elementi hanno assunto nella vita della persona e come entrano nei meccanismi del disturbo.
04. DALLA COMPRENSIONE AL LAVORO CONCRETO
Dopo aver raccolto la storia e individuato i principali meccanismi presenti, è possibile costruire una lettura più chiara della situazione.
Da qui il lavoro prosegue attraverso tecniche e strategie mirate, di tipo cognitivo-comportamentale, scelte in relazione al problema affrontato.
Il percorso non viene quindi costruito partendo da una formula uguale per tutti, ma da ciò che emerge dalla storia e dalla situazione della singola persona.
05. LA RELAZIONE
Tre realtà riassumono la mia modalità per avvicinarmi alle persone che soffrono di disturbi alimentari senza sentirsi colpevolizzati:
Non giudicante.
Poter parlare delle proprie difficoltà senza sentirsi colpevolizzati.
Accogliente.
Trovare uno spazio nel quale raccontare ciò che si sta vivendo.
Empatica.
Cercare di comprendere l’esperienza della persona condividendo pensieri, emozioni e stati d'animo.
Non è necessario avere già tutte le risposte o sapere esattamente come definire ciò che stai vivendo. Il primo colloquio serve anche a questo: conoscere la tua storia e iniziare a mettere a fuoco il problema.
Puoi incontrarmi in studio a Carbonera (TV) oppure online.
Compila il modulo qui sotto, riceverò direttamente la tua richiesta e sarò io a ricontattarti, così potremo trovare insieme il giorno e l’orario più adatti alle tue esigenze.
Ogni richiesta viene accolta con attenzione e riservatezza.